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Era Nato
il 18/2/1901 in Toscana ed è morto a Trieste circa nel 1990.
Umberto
venne a Trieste come soldato italiano appena finita la prima guerra
mondiale e, terminato il suo servizio in divisa, decise di rimanere in
questa città dove probabilmente ha cominciato a lavorare come meccanico
di biciclette e poi di motociclette. E’ stato un ottimo corridore
ciclista risultando spesso vincitore delle numerose gare che si
svolgevano nella zona triestina. Questo succedeva per tutti gli anni 20
ed i primi anni 30. Dalle ricerche eseguite per l’allestimento del
volume “Motociclismo a Trieste- Cent’anni di storia nella
provincia giuliana” (Ed. Lint, Trieste, 2007),la prima
traccia che troviamo di Barbolini nelle gare motociclistiche risale al
1927, quando si classifica al terzo posto della classe “dilettanti 350”
nella gara in salita “Trieste-Poggioreale” (Trieste-Opicina). Sembra che
vi abbia partecipato con una piccola MAS 175. Nella stessa gara,
edizione 1932, Barbolini vince brillantemente la categoria “Turismo fino
a 600 cc” con una MM 350, e partecipa anche alla classe “Corsa 175”
classificandosi 8° con una MM 125. L’anno successivo si classifica al 5°
posto nella Classe 175 con un a MINERVA 125. Nel 1932, lo ritroviamo
anche nelle gare di Dirt Track all’Ippodromo di Montebello: con la MM
175 è terzo nella classe “175 Expert” e, con la stessa moto dotata di
carrozzino, partecipa alla classe Sidecar, combattendo con onore (5°)
contro le grosse cilindrate. Nell’ottobre del ’32, quando cominciano a
gareggiare a Trieste gli specialisti austriaci del Dirt Track,
ammiratissimi dal pubblico, Barbolini si classifica terzo nella
categoria “600 turismo ad handicap” con la MM 350. Ritroviamo Barbolini
nelle classifiche del Dirt Track del 1937 al terzo posto nella gara
delle Tre Venezie fin o a 500 cc, sempre con la MM 350. Poi è brillante
secondo nei sidecar con una GILLET 500. Negli anni ’37 e ’38 si sono
svolte le gare ma non ne abbiamo trovato le cronache. Nell’autunno del
1938 partecipa ancora nei sidecar ma si ritira. Nel ’39 ritorna ad una
gara su strada, il Circuito di Trieste, svoltosi una sola volta ma con
la presenza di famosi campioni. Purtroppo anche in questa occasione,
iscritto nella “Sport 500”, si ritira. Nel dopoguerra, compare la famosa
Zenith, che Barbolini iscrive alle gare come “GANNA 1000”, forse perché
il carrozzino è di marca italiana Ganna e forse perché Barbolini è
concessionario della Ganna ( oltre che di MM) e furbescamente vuole
reclamizzare questo marchio. Nel Dirt Trak nazionale del 1948 Umberto
vince con questa moto la classe Sidecar (che nelle classifiche appare
come “Ganna-Jap 1000”) superando il suo rivale di quegli anni Ottaviano
Cesaratto (Benelli 500). Nel Dirt Track Internazionale dello stesso
anno, Cesaratto si prende la rivincita , precedendo di poco Barbolini.
Con la Zenith camuffata da Ganna, Barbolini combatte nei sidecar contro
i fortissimi austriaci (Mach, Walla e Kulhan) dotati di sidecar snodato
e deve accontentarsi del 4° posto nel 1949 e nel 1950 . Ma le sue
performaces, col passeggero De Marchi, vengono applaudite perché si
difende bene e deve gareggiare col carrozzino all’interno della curva
per girare in pista in senso antiorario come prediligono gli austriaci
che hanno il side sull’altro lato.

Nella foto di gruppo (1938 o 39) Barbolini è
il quarto da destra
Con la
Zenith, Barbolini partecipa e vince numerose gare di regolarità
organizzate dai clubs della zona, ma le affermazioni più belle e
importanti arrivano di nuovo dalla gara in salita Trieste-Opicina e su
strada.Nel 1947 Barbolini con la Zenith, firma il suo capolavoro,
vincendo la cronoscalata col suo sidecar (classe Sidecar oltre 600 cc)
battendo il vecchio record alla media di Km/h 81,700, cosa di cui si
vanterà per sempre.. Nel 1949 vince anche la gara di velocità sul breve
circuito di Riva Traiana a Trieste (solo 1000 m.) e nell’edizione del
1950 è secondo.
Sicuramente sono più numerose le partecipazioni ed i piazzamenti di
Barbolini, ma è difficile recuperare altre notizie. Vedremo dopo
l’apertura del famoso baule!
Negli
anni successivi (anni ’50 e ’60), Umberto parteciperà e vincerà in
numerose gare di regolarità e nelle gimkane, quasi sempre a bordo di una
MI-Val (125 e 200 cc). Poi fino ad oltre 85 anni sarà presente a decine
di motoraduni in Italia e all’estero, macinando con tutte le situazioni
atmosferiche centinaia di chilometri senza problemi e, conosciuto da
tutti, fermandosi solo per la benzina e per …la pipì !
Ostinato, permaloso, allegro, spavaldo, polemico, furbo,coraggioso,
“barba” era un personaggio. Sapeva approfittare di tutte le occasioni e
si considerava infermabile. Disordinato e spesso imbrattato d’olio,
nelle discussioni voleva avere sempre ragione e pensava simpaticamente
di avere diritto sempre a qualcosa. Quando si nominava qualche ex-pilota
locale diceva immancabilmente “ …quello lì l’ho sempre battuto !”,
mantenendo, dopo più di sessant’anni a Trieste, il suo inconfondibile
accento toscano.

Barbolini ad una gara di regolarità alla fine
degli anni '50 con la Mi-Val 125 mentre polemizza - e lo faceva
spesso - con i giudici di gara.
E’
sempre stato iscritto al Moto Club Trieste.
La sua
ostinazione lo ha portato a non abbandonare la moto neanche quando, per
la vecchiaia, i suoi occhi vedevano pochissimo. Dopo alcune cadute (non
vedeva i marciapiedi in galleria), non si è ripreso da un ultimo
incidente e si è spento a circa a novant’anni dopo una lunga permanenza
in ospedale, dove ha lottato ancora ostinatamente, probabilmente
sognando di essere ancora in moto.
Franco
Damiani di Vergada, Trieste 2010.
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